L'u.b ha un periscopico problema oculistico.
Avete presente un periscopio? Gira di qua, gira di là, per guardare dappertutto.
Così fa lui. Con le donne. Tutte le donne.
Bene. Se l'unico difetto del vostro uomo è quello di guardare (e basta) le altre donne, allora siete fortunate. Almeno questo è quello che ho sentito dire in giro.
Ieri sono andata ad assistere alla messa in scena di un opera lirica. L'u.b. era nell'organico orchestrale.
Così ho passeggiato dietro le quinte finchè non si è alzato il sipario.
Ad un certo punto ho dato un'occhiatina (bè forse più di una) ad un altro musicista, stranamente più carino rispetto alla media, che solo l'u.b. tende ad alzare. Così, pensando tra me e me che guarda un po' in quest'orchestra bavosa uno che si salva ce l'hanno messo, l'u.b. mi ha colta in una performance da donna periscopio. L'ha presa malino. Ha cominciato a fare il bambino dispettoso barra bambino piagnone!
Ma tu pensa. Allora io cosa dovrei fare?. Si, lo so, che noi donne siamo più sicure, più pazienti, più tutto. Però che lagna per una guardatina, per di più senza intenzione, ma per filosofica considerazione sulla bellezza media dei presenti. Quando smetteranno gli uomini di pensare che loro possono guardare/flertare/uscire e le loro donne no? Questa atavica attitudine potrà mai essere estirpata dai dna di tutti i maschi? O è parte indelebile di quell'eterocromosoma che determina i caratteri sessuali specifici?
In ogni caso la sua gelosia solletica la mia vanità!
Ho due regali in salotto che prendono polvere.
Due borse uguali nel modello e diverse nel colore. Colore ad personam.
Per due ex amiche. Per due che ho creduto tali. Soprattutto Miss borsa celeste. Miss borsa violetta invece la conosco da meno tempo, ho capito subito di che pasta è fatta, tuttavia ero ben disposta ad includerla nella cerchia delle mie conoscenze affettivamente degne di nota. Miss borsa celeste invece è stata una grande delusione. E' inutile che fingo. L'ho a lungo percepita come una vera amica. Si sta rivelando non tale. Sono anche abbastanza sicura che trovino modo di far chiacchiere negative sul mio conto alle mie spalle. Invece di parlare con me. Questo è quello che evidenzia che Miss borsa celeste è un ramo secco della mia vita. Mi sta raschiando sulla pelle, come un ramo secco può fare. Un fastidio.
Due rami secchi a dire il vero. Miss borsetta violetta e Miss borsetta celeste. Solo che Miss borsetta violetta l'ho sempre tenuta a debita distanza, per cui mi sta dando solo fastidio come rametto secco. Mentre Miss borsetta celeste era più vicina. E' più vicina anche ora che sta andando via dalla mia vita. Per cui non è solo un fastidioso prurito. Ma uno di quei graffi che ti fai. Li per li fanno anche male. Poi tutto passa. Poi. Per ora fa un po' male.
Come ogni buon albero fa, i rami secchi son lasciati al vento. Due rami secchi cadranno, il vento li porterà lontano.
Non riesco, a trentanni passati, a non lasciarmi deludere da un'amicizia andata a male. Dentro di me ogni volta mi illudo che una persona mi accompagnerà lungo l'arco della mia vita, e che, se non lo farà, non sarà una scelta di comportamenti ma provocata da circostanze indipendenti dalla volontà. E' sempre davvero triste dover lasciare andare qualcuno cui si vuol bene e da cui ci si credeva voluti bene.
Esser lasciati da un'amica poi non è da me messo in conto. Neppure in via ipotetica. Non riesco a farlo rientrare nell'universo degli eventi possibili come con un partner.
Per questo mi fa ancora più male.
Addio Miss borsetta celeste. Forse hai significato più di quanto pensi. Forse troppo.
Essendo obbligata da delle finanze non esageratamente consistenti a trascorrere delle cospicue vacanza romane, in altre parole non mi muoverò da casa mia, approfitto come posso dei finesettimana per correre al mare. Domenica mattina per la seconda ondata marittima del week-end, partiamo in massa con un gruppo di amici, di cui le donne molto scocciate dalla presenza di nuvole non del tutto innoque, gli uomini scalpitanti dal desiderio di andare in acqua approfittando della temperatura mitigata dalle nubi. Personalmente adoro il mare nuvoloso, è molto più nordico. Abbiamo giocato a palla fino a che non ci si sono avvizzite le dita. I ragazzi ed io. Ma poichè l'U.B. era dovuto rimanere a casa per ragioni di lavoro, ha gufato come un laziale nato a formello e dopo un paio d'ore ha cominciato a venire giù che Dio la mandava. Le ragazze, che non s'erano neppure tolte la canotta, hanno fatto prima a rientrare nelle auto che ha dire "Andiamo che piove!". Spesso mi domando perchè le femmine passate una certa età, che si può identificare con quella puberale, diventano in taluni casi davvero noiose. Una roba del tipo: "Non mi toccare mi potresti guastare". I maschi invece continuano ad essere più giocherelloni, più divertenti in certe situazioni. Forse devo decidermi a crescere e ad entrare anche io nel club del "per carità mi si potrebbe spezzare un unghia". In effetti un unghia mi si è spezzata, ma non può proprio essere vista come una buona occasione per tagliarle? Questa è una delle tante ragioni che mi fa andare d'amore e d'accordo col mio U.B. Tranna quando fa il gufo.
Le amiche mi hanno dato buca. Buhuuff..amiche, un tempo lo sono state amiche. Ora no. Ora si sono ridotte a delle pure formalità. Come questa occasione. Dovevamo incontrarci per festeggiare i nostri compleanni che capitano tutti nell'arco di un mese. Cena con scambio dei regali. Invece no. Mi hanno dato buca. Quaranta minuti prima dell'orario dell'appuntamento. Avevo appena terminato di infiocchettare i pacchetti con tutta l'attenzione che uso mettere, perchè io adoro fare pacchetti regalo. Disdice una per un mal di testa. Le amiche dovrebbero fartelo passare il mal di testa, e la voglia di rivederle, dopo tanto tempo dovrebbe pur valere un analgesico. Invece no. Non siamo più amiche. E' rimasta per qualche assurdo motivo la formalità della cena coi regali. Regali che ora giaceranno dentro casa mia, chissà per quanto. Perchè lo so come vanno queste cose. Quando dei rapporti di amicizia, che dovrebbero essere rapporti di "sostanza", si riducono a superficiale "forma", vuol dire che sono iniziati gli addii. E che i regali ammuffiranno.
Per mettere la ciliegina sulla panna acida della mia arrabbiatura coi fiocchi, oggi la stramaledetta parrucchiera, di cui sono ex cliente da circa un paio d'ore, mi ha fatto diventare i capelli bianchi optando per un matusalemmico tempo di posa per le mie povere meches.
Tante volte, nei momenti più smileosi della vita di una coppia, sento dire da una delle due dolci metà che loro non si sono incontrati, frequentati e conosciuti, ma che si sono immediatamente "riconosciuti". Le loro anime finalmente, dopo tanto cercarsi, si sono trovate. E' davvero questo quello che accade? Due anime si cercano fin quando non si trovano e si riconoscono in quanto gemelle? Dunque, la teoria delle anime gemelle non è astratta filosofia da romanzo rosa, ma semplice ricerca empirica?
Oggi so soltanto una cosa. Il mio u.b riesce a conoscere i segreti più profondi della mia anima e a restarle accanto. Questo, per ora, fa di lui il mio big..big love. 
L'u.b. è spesso all'estero per lavoro. In giro per il globo a fare il musicista.
Immancabilmente è difficile riuscire a sentirsi, le nostre telefonate sono brevi, concentrate, mezze parole si perdono nei fruscii di sottofondo generati dalle linee che maldestramente ci tengono appesi al filo.
Altrettanto immancabilmente, quando mi chiama dall'altra parte del mondo, chiude la chiamata dicendomi TI AMO. Quello stesso ti amo che in genere è tanto restio a dire quando ci troviamo faccia a faccia. Inoltre poichè le telefonate sono disturbate da vari rumoricci di sottofondo e facile che io non capisca bene, generando un dialogo del tipo :
lui "Ti amo". Io: "Ah, si, si ok.." Lui: "ma come si, si ok? Hai capito che ti ho detto TI AMO!". Io: "ah, no scusa avevo capito ci sentiAMO!".
Possibile che il mio sentirgli dire "Ti amo" debba essere così disturbato e precario, e che per dirmelo debba sentirsi al sicuro dall'altra parte dell'oceano?
Mi rendo conto che a volte cado nella spirale della mammina rompi, e inizio a vedere solo i lati negativi nell'U.B.. Tuttavia è un grosso errore. Altrimenti perchè vivere una storia insieme? Si tratterebbe di puro masochismo.
Il bello dell'U.B. è il suo spirito giocoso, che può vivacizzare tanti momenti della vita.
Mi viene sempre in mente un buffo esempio che mi fa sorridere. Il gioco dei baci. Se per caso capita che mi dia un bacio con il labbro superiore sporto in avanti, allora subito ci si inventa il gioco che io sporgo il labbro inferiore, per farli conbaciare in modo complementare. Poi il contrario. Gioco scemo, lo ammetto, ma ci fa sorridere. L'U.B. ha molti di questi momenti. Capita, poi, come con i bambini, che dica qualcosa di talmente sensato da farmi sentire i brividi, una filosofia che non credevo possedesse scappa fuori per caso, a lasciarmi col naso in su a riflettere.
Non mi permette di non cogliere il lato giocoso o strabiliante della vita.
Com'è che dice la canzone...il mondo visto con gli occhi di un bambino è un grande circo in un giorno pieno di sereno..
L'uomo-bambino, d'ora in poi U.B., ha proprio un sacco di ansie.
Diciamolo, è nevrotico.
Be' siccome lo sono anche io posso essere parecchio tollerante.
L'u.b. non riesce a dire che ti viene a trovare solo per il piacere di farti visita, no.
L'u.b. ha bisogno di sapere cosa farà con te nel mentre che viene a farti visita.
Si mangerà?
Si farà una ricerca al computer?
Si guarderanno delle foto della vacanza fatta assieme?
Non è che debba essere qualcosa di particolare, ma ha bisogno di sapere cosa si farà.
Così abbassa il suo livello di ansia.
L'u.b. non è molto bravo nelle pubbliche relazioni.
Del resto neppure io. Però entro certi livelli riesco meglio. Non so agganciare perfetti sconosciuti scopo crearsi contatti per lavoro/amicizie/relazioni, ma con persone leggermente familiari me la cavo. Non ho bisogno di programmare gli eventi quando sono con qualcuno. Lui si.
Una parte di me, quella più razionale, comprende la natura di questo bisogno, forse riesce financo a trovarvi un che di tenero, connotandolo come una simpatica sfaccettatura della sua piacevole nevroticità.
Ma una parte di me, quella irrazionale, non può non fermarsi a riflettere sul fatto che l'u.b. ha bisogno di programmare il tempo che passerà con me. Forse arrivo anche ad offendermi un po'.
Questo percetto duale mi mette un tantino in conflitto.
La cosa mi piace poco.
Ho bisogno di capire se e quanto mi sta bene tutto ciò.
Non che abbia capito bene a cosa serve, ma c'ho cliccato su per sbaglio, ed ecco qua:
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alle volte quando si ha bisogno di consolarsi un po' si fanno cose strane..